Durante il lavoro la catena di una motosega raccoglie resina, polvere di segatura, particelle metalliche microscopiche provenienti dall’attrito fra maglie e rocchetto. Con il calore generato dalla velocità di rotazione questa miscela si impasta con l’olio di lubrificazione e forma una patina densa che invade le scanalature dei denti, intasa i fori di passaggio dell’olio e rallenta la scorrevolezza sul rocchetto di testa. Se trascurata, la catena comincia a vibrare, taglia in modo obliquo, surriscalda la barra guida e consuma carburante senza produrre trucioli regolari. Una pulizia metodica ripristina la geometria di taglio, rende più sicuro il lavoro e allunga la vita di motore e rocchetti interni.
Indice
Mettere la motosega in sicurezza e predisporre l’area di lavoro
Prima di toccare il gruppo catena serve eliminare qualsiasi rischio di accensione accidentale. Si spegne il motore, si azzera l’interruttore di stop, si scollega la candela o si stacca la batteria nei modelli elettrici, poi si aziona il freno catena in avanti per bloccare la lama. Il banco su cui si opererà dev’essere stabile, illuminato e rivestito con tappetino in gomma che trattiene eventuali piccole parti che potrebbero cadere. Tenere a portata di mano una vaschetta di metallo, un pennello a setole dure, un sgrassatore non infiammabile, un paio di guanti in nitrile e aria compressa consente di affrontare le varie fasi senza interruzioni.
Smontaggio del gruppo barra e catena per accedere ai punti nascosti
Allentare i dadi di fissaggio del carter laterale richiede una chiave combinata apposita. Sollevato il carter, la barra guida e la catena restano libere; si fa arretrare il tendicatena girando la vite di regolazione in senso orario, così la catena perde tensione e si sfilano le maglie dalla punta della barra. Posare la catena in vaschetta evita di spargere olio sul banco. Con il gruppo smontato si può già osservare la gola della barra: spesso ospita un cordone di segatura compressa che, se non rimosso, impedisce all’olio di raggiungere i denti di taglio.
Sciogliere la miscela di resina e olio con sgrassatore a bassa evaporazione
La catena si immerge nella vaschetta riempita per metà di sgrassatore, lasciando agire cinque minuti affinché il solvente penetri fra i rulli e le maglie. Un pennello rigido, passato lungo i fili taglienti e nelle tasche fra un dente e l’altro, distacca la crosta di resina. L’impiego di un cacciavite a punta piatta, solo alla base delle maglie, serve a scrostare i residui più tenaci senza intaccare il filo. Girando la catena nella vaschetta si raggiungono tutti i lati, facendo scorrere lentamente le maglie sotto il pennello. Il liquido si scurisce mentre le particelle di metallo e la polvere di legno si disperdono.
Pulire la barra guida e i fori di lubrificazione
La scanalatura lungo il bordo della barra funziona da binario per i denti di spinta. Con un raschietto stretto o con la punta di un calibro si scivola lungo la gola asportando il pannicolo di segatura pressata. È importante spingere dal lato vicino al rocchetto verso la punta, così i residui escono e non si accumulano in fondo. I fori di adduzione dell’olio, uno per lato alla base della barra, vanno disostruiti con un filo di ferro rigido o con aria compressa tenuta a distanza per non lanciare detriti. Anche la ruota dentata di testa, se la barra ne è fornita, riceve un getto di sgrassatore e un colpo d’aria per liberare i cuscinetti.
Risciacquo, asciugatura e lubrificazione preventiva della catena
Tolti i residui, la catena si sciacqua in una seconda vaschetta con acqua calda e qualche goccia di detersivo per piatti, che neutralizza il solvente. Una volta gocciolata, si asciuga con aria compressa o panno di cotone. Prima del rimontaggio, un velo di olio da catena si stende sulla lunghezza, facendola ruotare fra pollice e indice; questo sottile film evita che, al primo avviamento, il metallo nudo strisci contro la barra asciutta.
Rimontare e tensionare con precisione per evitare logorii
Si appoggia la catena sulla barra partendo dal rocchetto di testa, facendo sedere le maglie di spinta nella scanalatura. Inserita la barra sui prigionieri, si ruota la vite tendicatena in senso antiorario finché i denti restano ancora leggermente laschi. Si chiude il carter e si serrano i dadi a mano, poi si tende finché la catena non si solleva più di tre millimetri al centro con una lieve pressione. Il serraggio definitivo si esegue mentre si tiene alzata la punta della barra, per compensare la tensione che si ridistribuirà quando la lama scenderà in taglio. Una catena troppo tesa sforza i cuscinetti, troppo lasca rischia di saltare dal binario.
Avviamento di prova e verifica del flusso d’olio
Accendendo il motore e tenendo la punta davanti a un cartone chiaro a trenta centimetri di distanza, si accelera per pochi secondi: se compaiono schizzi di olio, il circuito è libero e il lavoro di pulizia ha ripristinato la lubrificazione. In assenza di spruzzi occorre controllare di nuovo il filtro pescante e la pompa olio, perché residui densi potrebbero aver occluso il condotto.
Ritmo di manutenzione per catene longeve e tagli sicuri
Ripetere l’intero ciclo di pulizia ogni otto, dieci serbatoi di carburante mantiene il tagliente efficiente; una pulizia più rapida – spazzola e aria – dopo ogni sessione di taglio riduce il deposito di resina fresca e dimezza il tempo del prossimo intervento profondo. Una catena pulita incide il legno senza sforzo, riduce l’accumulo di trucioli nella frizione e abbassa la temperatura di esercizio, regalando più autonomia al motore e maggiore sicurezza all’operatore.