Una grondaia che perde non provoca soltanto il fastidio dell’acqua che gocciola nel punto sbagliato. Se il problema continua nel tempo, l’acqua può bagnare la facciata, infiltrarsi dietro la gronda, deteriorare il legno della linea di gronda, macchiare gli intonaci e accumularsi vicino alle fondazioni. La riparazione, però, non consiste sempre nello stendere un po’ di silicone sopra il punto nel quale si vede la goccia. Prima bisogna capire da dove arriva realmente l’acqua e perché il sistema non riesce più a contenerla.
Le cause più comuni sono giunti che non tengono, guarnizioni deteriorate, piccoli fori dovuti alla corrosione, crepe nel PVC, terminali non più sigillati e fissaggi allentati. A volte, però, quella che sembra una perdita è semplicemente una grondaia che trabocca perché piena di foglie oppure montata con una pendenza non corretta. Sigillare senza individuare la causa può quindi nascondere temporaneamente il problema senza risolverlo. Per sigillare una perdita della grondaia in modo efficace bisogna prima pulire e asciugare la zona, identificare il materiale del canale e scegliere un prodotto compatibile con il movimento, l’acqua e l’esposizione esterna. Le grondaie cambiano leggermente dimensione con le variazioni di temperatura, soprattutto quelle in PVC e metallo, quindi una riparazione troppo rigida può staccarsi o creparsi. Vediamo come procedere, quando basta un sigillante e quando è invece necessario sostituire una guarnizione, un raccordo o una parte della grondaia.
Indice
Individuare il punto esatto della perdita
Il punto nel quale l’acqua cade a terra non coincide necessariamente con quello nel quale entra attraverso la grondaia. L’acqua può scorrere lungo il bordo inferiore del canale, seguire una staffa oppure percorrere qualche centimetro lungo un giunto prima di formare la goccia visibile.
Il momento migliore per osservare il problema è durante una pioggia moderata, purché sia possibile farlo da terra e in condizioni di sicurezza. Bisogna controllare se l’acqua esce da un giunto, da un angolo, dal collegamento con il bocchettone di scarico oppure da un punto apparentemente integro del canale.
Se non piove, una volta pulita la grondaia è possibile effettuare una prova controllata facendo scorrere una quantità moderata d’acqua nel canale. Non serve riempirlo completamente. L’obiettivo è seguire il percorso dell’acqua e individuare il primo punto dal quale compare la perdita.
Prima di salire su una scala bisogna però considerare il rischio di caduta. Lavorare su grondaie significa spesso operare in quota e una superficie bagnata rende tutto più pericoloso. Se il punto non può essere raggiunto mantenendo condizioni di lavoro sicure, è preferibile affidare l’intervento a un professionista dotato di attrezzatura adeguata.
Controllare che la grondaia non stia semplicemente traboccando
Prima di acquistare sigillanti bisogna escludere un problema molto più comune: l’ostruzione del sistema.
Foglie, aghi, muschio e altri detriti possono rallentare il deflusso fino al pluviale. Durante una pioggia intensa il livello dell’acqua sale e supera il bordo della grondaia. Da terra può sembrare che il canale perda lungo tutta la facciata, quando in realtà non presenta alcun foro.
Controlla quindi il fondo della grondaia e soprattutto il bocchettone che conduce al pluviale. Se l’acqua ristagna anche quando la pioggia è terminata, possono esserci un’ostruzione oppure un problema di pendenza.
Una grondaia deformata o con staffe cedute può creare un avvallamento nel quale l’acqua rimane ferma. In questa situazione applicare sigillante sul punto più basso non corregge la causa. Bisogna ripristinare il corretto sostegno e verificare il deflusso verso lo scarico.
Capire di quale materiale è fatta la grondaia
Il metodo di riparazione dipende molto dal materiale. Le grondaie moderne possono essere in PVC, alluminio, acciaio zincato, rame o altri materiali metallici. Negli edifici meno recenti si possono trovare anche sistemi differenti.
Il PVC non arrugginisce ma si dilata e si contrae con la temperatura. I sistemi componibili utilizzano normalmente raccordi dotati di guarnizioni elastomeriche che consentono ai tratti di muoversi. Una perdita in corrispondenza di un’unione potrebbe quindi dipendere dalla guarnizione e non richiedere affatto un cordone permanente di sigillante.
Il metallo può invece presentare giunti sovrapposti, rivetti, saldature o altri tipi di collegamento. Con il tempo possono comparire corrosione, piccoli fori o distacchi del vecchio materiale sigillante. In questi casi un prodotto specifico per grondaie e lattoneria può essere appropriato, purché il supporto sia ancora strutturalmente sano.
Il rame richiede particolare attenzione nella scelta dei prodotti e dei materiali utilizzati per una toppa. Non tutti i metalli e non tutti i sigillanti sono indicati per essere messi a contatto fra loro in ambiente esterno. Per una grondaia di pregio o realizzata con tecniche di lattoneria tradizionali, una riparazione professionale è spesso preferibile a un intervento generico.
Come riparare un giunto che perde
I giunti sono tra i punti nei quali si sviluppano più facilmente le perdite. Prima di sigillarli bisogna capire come sono stati progettati.
Nelle grondaie in PVC componibili il raccordo può contenere una guarnizione elastomerica. La tenuta viene ottenuta facendo scattare il canale nel raccordo e comprimendo correttamente la guarnizione. Il sistema deve allo stesso tempo permettere l’espansione e la contrazione del PVC.
Se un’unione di questo tipo perde, controlla che i pezzi siano inseriti nella posizione prevista, che il raccordo non sia rotto e che la guarnizione sia presente, pulita e integra. Una guarnizione indurita, deformata o fuori sede può non esercitare più la pressione necessaria.
In molti sistemi è più corretto sostituire la guarnizione o il raccordo piuttosto che riempire tutto con silicone. Bloccare rigidamente un giunto progettato per consentire movimento termico può infatti creare nuovi problemi. Segui le indicazioni del produttore del sistema e non incollare permanentemente raccordi a guarnizione se non è previsto.
Su una grondaia metallica con giunto sovrapposto la situazione è diversa. Se il collegamento è stabile ma la vecchia sigillatura è deteriorata, si può rimuovere il materiale non più aderente, preparare il supporto e applicare un sigillante compatibile lungo il giunto.
Il sigillante per grondaie
Il sigillante per le grondaie deve essere formulato per uso esterno e resistere in modo permanente all’acqua, ai raggi ultravioletti e alle variazioni di temperatura. Deve inoltre mantenere una certa elasticità, perché il canale non rimane completamente immobile durante l’anno.
Esistono prodotti specifici per grondaie e scossaline a base di polimeri modificati, gomma butilica, silicone e altre tecnologie. Non bisogna scegliere il prodotto soltanto in base al nome commerciale. La scheda tecnica deve dichiarare la compatibilità con il materiale da riparare, per esempio alluminio, acciaio zincato, PVC, rame o superficie verniciata.
I sigillanti butilici sono tradizionalmente utilizzati per giunti di lattoneria, grondaie e scossaline perché offrono buona impermeabilità e rimangono flessibili. Esistono anche sigillanti polimerici moderni progettati specificamente per queste applicazioni e capaci di aderire a numerosi supporti esterni.
Il silicone può essere utilizzato in determinate situazioni, ma va scelto un prodotto realmente compatibile con la grondaia e destinato all’esterno. I siliconi a reticolazione neutra sono impiegati in diversi prodotti specifici per grondaie e lattoneria. Un comune silicone per interni o per sanitari non deve essere considerato automaticamente equivalente.
Alcuni sigillanti moderni sono dichiarati applicabili anche su superfici umide, ma questa caratteristica appartiene al singolo prodotto. Quando possibile, una superficie pulita e asciutta rimane comunque la condizione più semplice per ottenere una preparazione accurata. Se devi intervenire durante un’emergenza sotto la pioggia, scegli solo un prodotto la cui documentazione ammetta esplicitamente l’applicazione su bagnato.
È importante anche capire se il sigillante sarà verniciato. Alcune formulazioni sono sovraverniciabili, altre no. Se l’aspetto estetico conta, controlla questa caratteristica prima di applicarlo.
Preparare la zona prima di applicare il sigillante
Una riparazione durevole comincia quasi sempre con una buona preparazione. Stendere nuovo sigillante sopra sporco, alghe, ossidazione o vecchio materiale distaccato significa affidare la tenuta allo strato più debole presente sotto la riparazione.
Prima rimuovi foglie e detriti. Lava quindi la zona secondo le indicazioni compatibili con il materiale della grondaia e lasciala asciugare se il sigillante scelto richiede un supporto asciutto.
La vecchia sigillatura che si stacca deve essere eliminata con attenzione. Non è necessario danneggiare il metallo o il PVC nel tentativo di riportare ogni superficie a nuovo, ma bisogna rimuovere le porzioni che non costituiscono più una base stabile.
Sul metallo può essere presente corrosione. Una leggera ossidazione superficiale può richiedere una preparazione specifica prima della sigillatura, mentre una lamiera ormai molto assottigliata o perforata in più punti è un problema diverso. In quel caso continuare a coprire i fori con sigillante è soltanto una soluzione provvisoria.
Se la scheda tecnica del prodotto richiede uno sgrassante, un primer o un particolare trattamento del supporto, segui quelle indicazioni. Non utilizzare solventi casuali: alcuni possono danneggiare PVC, vernici e guarnizioni.
Come applicare il sigillante su una piccola perdita
Se il supporto è sano e la perdita proviene da una piccola fessura o da un giunto sigillabile, prepara prima tutta l’area. Il prodotto dovrebbe coprire non soltanto il punto esatto dal quale compare la goccia, ma anche una zona sufficiente attorno alla discontinuità affinché possa aderire a materiale integro.
Quando si utilizza una cartuccia, taglia il beccuccio in modo da ottenere un cordone proporzionato al giunto. Una quantità enorme di prodotto non compensa una superficie preparata male.
Stendi un cordone continuo senza interruzioni e, se la formulazione lo prevede, lavoralo entro il tempo utile indicato dal produttore per ottenere un contatto completo con i bordi.
Nelle grondaie metalliche la sigillatura viene spesso effettuata sul lato interno del canale, perché permette di trattare direttamente il percorso dell’acqua e lascia meno materiale visibile all’esterno. Questo è possibile soltanto se la zona è raggiungibile in sicurezza e la geometria del giunto lo consente.
Non mettere la riparazione subito alla prova con una grande quantità d’acqua. Rispetta il tempo indicato prima dell’esposizione alla pioggia o all’acqua. Alcuni prodotti diventano resistenti alla pioggia rapidamente, mentre altri richiedono tempi più lunghi. Non esiste una regola unica valida per tutti i sigillanti.
Come chiudere un piccolo foro in una grondaia metallica
Un minuscolo foro localizzato su lamiera ancora sana può essere riparato con un sigillante specifico o, se necessario, con una piccola toppa compatibile. Prima bisogna però capire perché il foro si è formato.
Se si tratta di un punto isolato provocato da un danno meccanico, la riparazione può avere buone probabilità di durare. Se attorno al foro il metallo è arrugginito, sottile e presenta molti altri punti deboli, la sigillatura locale rimanda semplicemente la sostituzione.
Per una toppa si utilizza normalmente materiale compatibile con la grondaia e si prepara un’area più ampia del foro. Il sistema di fissaggio e sigillatura deve impedire all’acqua di penetrare sotto la toppa. Su rame, zinco e lavorazioni di lattoneria particolari è opportuno evitare improvvisazioni, perché la scelta dei materiali e la tecnica di giunzione possono incidere sulla durata della riparazione.
Come intervenire su una crepa nella grondaia in PVC
Una piccola crepa nel PVC può sembrare il caso ideale per il silicone, ma prima va valutata la causa. Se il materiale è stato colpito accidentalmente ed è ancora in buone condizioni, un prodotto compatibile con PVC e uso esterno può realizzare una riparazione.
Se invece il canale è diventato fragile, presenta più crepe oppure si rompe facilmente appena viene mosso, conviene sostituire il tratto interessato. Il sigillante aderisce alla superficie sulla quale viene applicato: se il supporto continua a rompersi accanto alla riparazione, il prodotto non può risolvere il degrado generale.
Bisogna prestare attenzione anche alle crepe vicine a staffe e raccordi. Potrebbero essere state generate da un fissaggio scorretto, da una deformazione oppure dalla mancata possibilità del canale di espandersi. Riparare soltanto la fessura senza correggere la sollecitazione che l’ha provocata può portare alla sua ricomparsa.
Guarnizione del raccordo che perde
Nei sistemi in PVC con raccordi a guarnizione, la riparazione migliore può essere sorprendentemente semplice: smontare il raccordo, pulire le sedi e sostituire la guarnizione o l’intero pezzo.
Le guarnizioni sono progettate per assicurare la tenuta mantenendo allo stesso tempo la possibilità di movimento della grondaia. I produttori indicano normalmente anche la posizione fino alla quale inserire i tratti, proprio per lasciare spazio alla dilatazione e alla contrazione.
Se il canale è stato spinto troppo in profondità oppure è uscito dalla posizione corretta, la guarnizione può non lavorare come previsto. Prima di aggiungere sigillante controlla quindi i riferimenti presenti sul raccordo.
Alcuni produttori prescrivono un lubrificante al silicone specifico sulle guarnizioni per facilitarne l’assemblaggio e il movimento. Non sostituirlo automaticamente con detersivo per piatti o prodotti domestici: sostanze non compatibili possono deteriorare nel tempo alcuni elastomeri.
Quando la perdita arriva dal terminale
La chiusura terminale della grondaia è un altro punto nel quale può comparire una perdita. Nei sistemi in PVC può trattarsi di un pezzo agganciato e sigillato attraverso una guarnizione. Nei sistemi metallici il terminale può essere assemblato e sigillato diversamente.
Se il terminale in plastica è crepato o deformato, sostituirlo è spesso più semplice e affidabile che ricoprirlo di sigillante. Se invece il problema riguarda una giunzione metallica sana, è possibile ripristinare la sigillatura dopo un’adeguata pulizia.
Controlla anche che l’estremità della grondaia sia correttamente sostenuta. Un terminale che perde perché il canale si è abbassato continuerà a essere sollecitato anche dopo l’applicazione della colla o del sigillante.
Controllare le staffe e la pendenza
Una grondaia piena d’acqua è molto più pesante di una vuota. Se le staffe sono troppo distanti, allentate o danneggiate, il canale può deformarsi e i giunti possono cominciare a muoversi.
Osserva la linea della grondaia da una certa distanza. Se presenta avvallamenti evidenti, controlla i supporti. L’acqua deve poter raggiungere il bocchettone di scarico senza accumularsi in grandi sacche.
Non modificare però la pendenza in modo casuale alzando e abbassando singole staffe. Un sistema installato correttamente deve mantenere una linea coerente con il progetto e con le indicazioni del produttore.
Se l’intera grondaia è deformata o il fascione sul quale sono fissate le staffe è deteriorato, la riparazione va oltre la semplice sigillatura. In questo caso può essere necessario intervenire sui supporti prima di occuparsi delle perdite.
Perché non bisogna applicare nuovo sigillante sopra quello vecchio
Vedere una vecchia sigillatura crepata e coprirla con un nuovo cordone è sicuramente il metodo più veloce. Non è però il più affidabile.
Se il vecchio materiale si è staccato dal supporto, quello nuovo aderirà almeno in parte proprio al sigillante già distaccato. La riparazione può apparire perfetta il primo giorno e staccarsi insieme allo strato sottostante alla prima forte variazione di temperatura.
Bisogna quindi eliminare almeno tutto il materiale deteriorato e raggiungere una superficie stabile. Alcuni produttori di sigillanti richiedono espressamente la rimozione della vecchia sigillatura prima di applicare il nuovo prodotto.
Anche la compatibilità tra vecchio e nuovo sigillante merita attenzione. Silicone, butile, poliuretano e polimeri ibridi non possono essere sovrapposti indiscriminatamente aspettandosi sempre una buona adesione.
Nastro impermeabile: soluzione definitiva o temporanea?
I nastri impermeabilizzanti possono essere utili per alcune riparazioni e in particolare per fermare rapidamente una perdita quando non è possibile effettuare subito un intervento completo. Esistono prodotti specifici per coperture e lattoneria con supporti resistenti agli agenti atmosferici.
Non tutti i nastri, però, sono adatti a rimanere permanentemente immersi nell’acqua raccolta sul fondo di una grondaia. Bisogna controllare la destinazione d’uso dichiarata dal produttore.
Una toppa adesiva applicata sopra sporco o ossidazione avrà inoltre gli stessi problemi di un sigillante applicato male. Anche per il nastro la superficie deve essere preparata come previsto dalla relativa scheda tecnica.
Se la perdita deriva da un giunto a guarnizione difettoso, un pezzo rotto o una lamiera completamente corrosa, il nastro dovrebbe essere considerato soprattutto un modo per limitare temporaneamente l’ingresso d’acqua in attesa della riparazione corretta.
Gli errori più comuni quando si sigilla una grondaia
Il primo errore è intervenire senza pulire il canale. Se la grondaia trabocca perché il pluviale è ostruito, nessun sigillante correggerà il problema.
Il secondo è usare il primo silicone disponibile. Un prodotto per giunti interni non possiede necessariamente adesione, resistenza agli agenti atmosferici e flessibilità adeguate a una grondaia esterna.
Un altro errore consiste nel sigillare rigidamente un raccordo in PVC progettato per muoversi. In questi sistemi la guarnizione e lo spazio previsto per la dilatazione fanno parte del funzionamento del giunto. Se la guarnizione perde, bisogna prima controllare quella.
È poi frequente applicare troppo prodotto pensando di aumentare la sicurezza. Un grosso accumulo di sigillante può trattenere sporco e acqua e non garantisce una migliore adesione. Conta molto di più un cordone continuo applicato su un supporto adeguatamente preparato.
Infine, non bisogna tentare di risolvere con una sigillatura una grondaia arrivata alla fine della propria vita utile. Se il metallo è perforato in numerosi punti o il PVC è diventato fragile, sostituire il tratto può risultare più semplice e affidabile di una serie infinita di piccole toppe.
Come verificare la riparazione
Dopo avere rispettato il tempo indicato dal produttore per l’esposizione all’acqua, effettua una prova controllata. Fai arrivare acqua nella parte alta della grondaia e osserva il suo percorso verso il pluviale.
Non concentrarti esclusivamente sul punto appena riparato. Verifica anche che l’acqua defluisca regolarmente, che non compaiano ristagni e che i raccordi vicini rimangano asciutti.
Se la riparazione perde ancora, non aggiungere subito un altro strato di sigillante. Cerca di capire se il prodotto non ha aderito, se la fessura continua a muoversi oppure se la vera origine dell’acqua si trova più a monte.
Un controllo dopo la prima pioggia intensa è comunque utile. È la condizione nella quale il sistema lavora con una portata molto maggiore rispetto a una semplice prova con poca acqua.
Quando è meglio sostituire un tratto di grondaia
Il sigillante è ideale per giunti e difetti localizzati su materiale ancora solido. Diventa meno sensato quando il problema riguarda un’estesa degradazione del canale.
Su una grondaia metallica bisogna considerare la sostituzione se la corrosione ha creato numerosi fori, se il fondo è molto assottigliato o se i bordi si deformano facilmente. Su una grondaia in PVC lo stesso vale quando sono presenti molte crepe o il materiale è ormai fragile.
Anche un raccordo economico fortemente deformato conviene normalmente sostituirlo anziché tentare di ricostruirlo con grandi quantità di sigillante.
La riparazione deve avere senso rispetto al componente. Spendere tempo per coprire continuamente un tratto deteriorato può costare più, nel lungo periodo, della sua sostituzione.
Attenzione alla sicurezza durante il lavoro
Una perdita della grondaia può essere semplice da riparare dal punto di vista tecnico ma difficile da raggiungere. Questo cambia completamente il tipo di intervento che è ragionevole eseguire da soli.
Non lavorare da una scala in condizioni di pioggia, vento forte o terreno instabile. Evita di sporgerti lateralmente per raggiungere un punto distante: è preferibile ridiscendere e riposizionare correttamente l’attrezzatura.
Le attività su grondaie poste a grande altezza o che richiedono di accedere al tetto presentano un rischio di caduta significativo. In queste situazioni una scala domestica può non essere l’attrezzatura appropriata. Ponteggi, trabattelli, piattaforme e sistemi anticaduta devono essere valutati in funzione del lavoro e dell’ambiente.
Se per vedere la perdita devi camminare sulla copertura, lavorare vicino al bordo del tetto o utilizzare attrezzature che non sai impiegare correttamente, la soluzione più prudente è chiamare un lattoniere, un’impresa edile o altro professionista qualificato.
Conclusioni
Per sigillare la perdita di una grondaia bisogna prima stabilire se l’acqua proviene realmente da un foro o da un giunto. Pulizia insufficiente, pluviale ostruito, staffe cedute e pendenza errata possono produrre sintomi molto simili a una perdita e non si risolvono con il sigillante.
Quando il difetto è localizzato e il supporto è ancora sano, pulisci accuratamente la zona e utilizza un sigillante specifico per grondaie compatibile con PVC o metallo, rispettando preparazione e tempi indicati dal produttore. Se la perdita interessa un raccordo in PVC con guarnizione, controlla prima guarnizione, posizione e spazio per la dilatazione invece di bloccare il giunto con silicone. Se invece trovi corrosione estesa, crepe diffuse o raccordi deformati, il passo successivo più sensato è sostituire il componente. Una buona riparazione non consiste nel coprire la goccia, ma nell’eliminare la causa che permette all’acqua di uscire.